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mercoledì 14 ottobre 2026

Dal libro illustrato alle mani: il metodo dei laboratori creativi di Rossella Giaon

· @Rossella

Nei laboratori di Rossella Giaon il libro illustrato è il punto di partenza: prima si ascolta e si guarda, poi si fa con le mani.

Pedagogista, formatrice, atelierista e storyteller, esperta in pedagogia della fiaba, Rossella è direttrice creativa e organizzativa dell'A.S.D. La Piuma Blu di Conegliano (TV). In oltre 25 anni di lavoro nelle realtà educative ha messo a punto un proprio metodo di laboratori creativi, che unisce narrazione, immagini e manualità.

Il filo che lega tutto è semplice: un buon libro illustrato offre ai bambini (e agli adulti) un mondo da attraversare, e il laboratorio dà loro il modo di restituirlo con la propria voce, i propri colori, le proprie emozioni.

laboratori 

Il metodo: dalla storia alle mani

Ogni incontro segue un percorso in tre tempi, che si adatta all'età dei partecipanti e al tema scelto.

  1. Ascoltare e guardare. La lettura animata è una narrazione teatralizzata, con giochi teatrali, pupazzi e scenografie. Le tavole del libro illustrato si osservano con calma: colori, forme, materiali, dettagli.
  2. Fare. Il laboratorio creativo (disegno, pittura, manualità) trasforma ciò che è stato visto e ascoltato in un'esperienza concreta, da toccare, mescolare, ritagliare, comporre.
  3. Esprimersi. Ognuno dà forma alle proprie emozioni e idee. Non c'è un modello da copiare: conta il percorso, non il risultato "giusto".

I temi sono scelti su argomenti importanti o legati a ricorrenze, così che la storia e il laboratorio si rafforzino a vicenda.

Le radici: Munari e Reggio Children

Il metodo di Rossella nasce dall'incontro tra due grandi maestri dell'educazione alla creatività: Bruno Munari e l'approccio di Reggio Children. Insieme guidano i bambini alla scoperta della creatività.

  • Da Munari: imparare facendo. Si sperimenta con materiali semplici, si gioca con forme, colori e tecniche, si scopre per tentativi. Il laboratorio è un luogo di esplorazione, non di esecuzione.
  • Da Reggio Children: i "cento linguaggi" dei bambini. Il bambino è competente e curioso, si esprime con più linguaggi (la parola, il colore, il gesto, la materia), e l'atelier è lo spazio in cui questi linguaggi si incontrano. Anche l'ambiente, curato e ricco di materiali, partecipa all'esperienza.

Il metodo Munari: giocare con l'arte

Negli anni Settanta Bruno Munari portò le sue idee nei laboratori "Giocare con l'arte", con una visione del gioco insieme educativa e artistica. Aveva capito che per i bambini il gioco è il modo di esplorare e capire il mondo, e che l'arte può facilitare questo processo. Il suo progetto propone una vera ginnastica mentale, che stimola creatività, sperimentazione e autoapprendimento secondo i principi della pedagogia attiva.

Oggi i suoi laboratori offrono molti spunti per l'educazione alle emozioni e per l'educazione artistica e scientifica. Ecco i principi su cui Rossella costruisce i propri percorsi.

  • Il gioco come attività cognitiva. A livello psicoaffettivo allevia lo stress, libera le emozioni e favorisce serenità e autostima. A livello cognitivo permette al bambino di scoprire il mondo e di sperimentare come uno scienziato.
  • Stimolazione creativa. L'esplorazione si sostiene proponendo materiali, oggetti e strumenti su cui concentrarsi: più l'offerta è varia ma focalizzata, più la creatività è stimolata. Per Munari prima si dà una regola, e dentro quella regola si può creare.
  • Stimolazione plurisensoriale. Coinvolgere più sensi crea occasioni creative e cognitive più ricche.
  • Sperimentazione libera. Il bambino sperimenta liberamente materiali, tecniche e rappresentazioni, e l'adulto rimanda il più a lungo possibile il proprio intervento, senza cercare un significato o guidare il lavoro. Imparare a risolvere i problemi da soli richiama il motto di Maria Montessori: "Aiutami a fare da solo".
  • Creatività come stile di vita. Un bambino creativo è un bambino felice. Il percorso fatto da piccoli, mentre ci si forma come individui, ci accompagna negli anni: la creatività diventa un modo di pensare e di agire.

Il libro illustrato fa da ponte tra i due: offre immagini e storie da cui partire, e il laboratorio le trasforma in esperienza viva.

Esempio 1: Giochi di carta e colori

Qui il libro illustrato diventa un invito a giocare: la carta e il colore sono i protagonisti. Dopo aver sfogliato insieme le pagine, i partecipanti sperimentano le possibilità dei materiali più semplici.

Si strappa, si piega, si ritaglia, si sovrappone, si dipinge. Dall'incontro tra carta e colore nascono composizioni uniche, dove l'errore diventa una scoperta e nessun lavoro è uguale a un altro.

È un laboratorio che sviluppa la manualità e la fantasia, e che permette anche ai più timidi di esprimersi senza il peso del "saper disegnare".

Esempio 2: La bottega di Giotto e i colori della natura

 

https://museireali.beniculturali.it/colori-profumati-aromi-colorati-dipingiamo-con-i-sensi/
 

In questo percorso la storia ci porta nella bottega di un grande maestro, dove i colori non si compravano in tubetto ma si creavano. I partecipanti scoprono come si ottenevano le tinte a partire da pigmenti naturali, terre e spezie.

Il laboratorio diventa così una piccola bottega: si osservano le polveri colorate, si mescolano con un legante, si provano le sfumature e si dipinge con i colori fatti da sé. Il colore smette di essere un oggetto già pronto e diventa un processo, con i suoi tempi, i suoi odori, le sue sorprese.

È un'esperienza che unisce arte, storia e scienza, e che avvicina i bambini ai materiali naturali con curiosità e rispetto.

Esempio 3: Contrasti di colore e linguaggio del colore

 

Il colore parla, e questo laboratorio insegna ad ascoltarlo. Si parte dai contrasti per scoprire come due tinte accostate cambiano l'una l'altra e quali emozioni evocano.

Per allenare lo sguardo si osservano esempi tratti da tre mondi diversi:

  • L'arte, dove i pittori usano i contrasti per dare profondità, luce e atmosfera.
  • L'illustrazione, dove il colore racconta il carattere di un personaggio o il clima di una pagina.
  • La pubblicità, dove i colori sono scelti per attirare l'attenzione e orientare le emozioni: imparare a riconoscerli sviluppa uno sguardo critico.

Poi si passa alla pratica: i partecipanti creano le proprie composizioni giocando con i contrasti e scegliendo i colori per esprimere un'emozione o raccontare una storia. Il laboratorio si adatta a bambini, ragazzi e adulti, compresi genitori e insegnanti.

Che cosa lasciano i laboratori

Il senso del lavoro di Rossella è sostenere genitori, in particolare le madri, e bambini in uno sviluppo sano e inclusivo. Il metodo lo fa in tre modi.

  • Autostima. Ogni lavoro è accolto per ciò che è: nessuna valutazione, nessun confronto, solo il piacere di aver creato qualcosa di proprio.
  • Creatività. Materiali semplici e consegne aperte lasciano spazio a soluzioni personali, invece che a risultati uniformi.
  • Inclusione. La storia condivisa e il fare insieme mettono tutti sullo stesso piano, qualunque sia l'abilità di partenza.

A chi si rivolgono e come proporli

Le letture animate e i laboratori si rivolgono a bambini e ad adulti: genitori e insegnanti hanno percorsi di creatività pensati per loro. Si possono proporre a scuole, biblioteche e comuni, anche dentro eventi a tema che coinvolgono altri professionisti.

Ogni proposta si costruisce attorno a un libro, a un tema o a una ricorrenza, e si adatta all'età del gruppo e agli spazi disponibili.

Per conoscere i percorsi e il blog "Il futuro è bambino" si può visitare www.lapiumablu.it.

 

VUOI RICHIEDERE UN LABORATORIO DA SVOLGERE PRESSO LA TUA SCUOLA/BIBLIOTECA/ASSOCIAZIONE?

Scrivimi, ci conosceremo senza impegno: rossella.giaon@gmail.com - Tel. 349.5359997 

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  • atelier creativo Conegliano / Treviso

Tag 
creatività, Bruno Munari, Reggio Bambini, libri illustrati, laboratori creativi, colore, lettura animata, editoria, Il futuro è bambino

 

martedì 13 ottobre 2026

“Dove nasce la creatività? Viaggio tra colore, materiali e nuove idee”

Dove nasce la creatività? Un viaggio tra colore, materiali e nuove idee

Laboratori di didattica del colore e della creatività per insegnanti, educatori e adulti.

Un percorso di ricerca e sperimentazione sulla didattica del colore dedicato a insegnanti ed educatori. Scopri come l'esplorazione dei materiali, la casualità e la libertà di espressione possano trasformare il colore da semplice strumento decorativo a vero e proprio linguaggio per sviluppare il pensiero creativo a scuola.

     concetto di grande idea con carta colorata accartocciata e lampadina - pensiero creativo foto e immagini stock

Leggi l'articolo

 Che cos’è la creatività? Dove nasce e come possiamo coltivarla? 

 La creatività non è una capacità che appartiene soltanto agli artisti. È una possibilità presente in ognuno di noi, che può essere scoperta, allenata e sviluppata attraverso l’esperienza, la curiosità e il desiderio di esplorare nuove strade.

Da queste domande nascono i miei laboratori di didattica del colore e della creatività, percorsi esperienziali dedicati a insegnanti, educatori e adulti che desiderano avvicinarsi all’arte attraverso la sperimentazione, la scoperta dei materiali e il piacere di creare.

La creatività si impara facendo

Il laboratorio Che cosa è la creatività? è un invito a mettersi in gioco, ad abbandonare per un momento le abitudini e a lasciarsi guidare dalla curiosità.

Attraverso l’utilizzo di materiali diversi, esercizi pratici e tecniche di associazione creativa, esploriamo i processi che permettono a un gesto, a una forma o a una macchia di colore di trasformarsi in una nuova idea.

Il punto di partenza è spesso il caso: un segno inatteso, un accostamento insolito, una combinazione di materiali che apre possibilità impreviste. Da qui prende forma un percorso personale, in cui osservare, sperimentare, trasformare e inventare diventano parte di un'unica esperienza.

Nel laboratorio non esiste un risultato giusto da raggiungere: ogni esperienza può diventare una scoperta e ogni partecipante può trovare il proprio modo di esprimersi.

Non sono necessarie particolari abilità artistiche o competenze tecniche. È sufficiente la disponibilità a sperimentare, a lasciarsi sorprendere e a guardare le cose da un punto di vista diverso.

Il colore come strumento per pensare e creare

Il colore è uno dei protagonisti dei miei percorsi. Ci accompagna in un viaggio che parte dai materiali utilizzati nell’antichità e arriva alle infinite possibilità espressive dell’arte contemporanea e della comunicazione visiva, fino all’esplosione cromatica della pubblicità.

Osserviamo, confrontiamo, mescoliamo e manipoliamo. Scopriamo come i materiali possano suggerire forme nuove, come un accostamento cromatico possa suscitare emozioni e come un semplice esperimento possa diventare il punto di partenza per un progetto creativo.

L'arte diventa così un terreno di ricerca, dove il colore non serve soltanto a decorare un disegno, ma diventa un linguaggio da esplorare, un mezzo per comunicare e uno strumento per sviluppare il pensiero creativo.

Le opere degli artisti possono offrire spunti, suggestioni e occasioni di osservazione. 

 

 TAG Laboratori per insegnanti_Formazione docenti arte_sperimentazione colore scuola_Didattica esperienziale_Workshop creatività educatori_Insegnare l'arte ai bambini_Sviluppare il pensiero creativo_tinkering_Stem

 Una recente indagine della Oxford University, che immaginiamo sia stata accolta con entusiasmo dagli scolari, ha provato che i laboratori artistici migliorano il rendimento a scuola.

La mia ricerca nella didattica del colore e dell'arte nasce da una domanda fondamentale: come possiamo allenare il pensiero creativo a scuola oltre il semplice disegno?

Attraverso l'esplorazione dei materiali, l'accostamento cromatico e la valorizzazione dell'errore (da Alberto Burri all'arte contemporanea), questi laboratori offrono a insegnanti ed educatori strumenti concreti e replicabili in classe.

🔗 Leggi l'articolo completo nel blog e scopri i percorsi di formazione per la tua scuola!

Proposta Formativa)

La Ricerca Metodologica in Sintesi:

  • Oggetto di studio: Il processo creativo come pensiero flessibile e non come semplice abilità tecnica.

  • Linguaggi chiave: Didattica del colore, manipolazione della materia, associazioni libere e casualità guidata.

  • Focus pedagogico: Superamento della paura dell'errore, inclusione e valorizzazione della singolarità espressiva di ogni studente.

  • Destinatari: Docenti della scuola dell'infanzia, primaria, secondaria ed educatori professionali.

 I Pilastri del Metodo:

* Sperimentazione diretta: Il fare come primo strumento di conoscenza e osservazione.

*La didattica del colore: Un viaggio tra materia antica, arte contemporanea e comunicazione visiva per imparare a "pensare in colore".

 *La valorizzazione dell'errore: Il passaggio dal segno casuale all'idea, dove l'imprevisto diventa risorsa e incentivo al problem solving.

 *Libertà espressiva: Superamento dei modelli rigidi da copiare a favore della ricerca di un linguaggio personale.

*Ricaduta Didattica: Metodi e strumenti flessibili, adattabili dalla scuola dell'infanzia alla secondaria di secondo grado.

 

LABORATORIO: COME SI CREANO I COLORI?LA BOTTEGA DI GIOTTO E I COLORI DI UN TEMPO

In questo percorso la storia ci porta nella bottega di un grande maestro, dove i colori non si compravano in tubetto ma si creavano. I partecipanti scoprono come si ottenevano le tinte a partire da pigmenti naturali, terre e spezie.

Il laboratorio diventa così una piccola bottega: si osservano le polveri colorate, si mescolano con un legante, si provano le sfumature e si dipinge con i colori fatti da sé. Il colore smette di essere un oggetto già pronto e diventa un processo, con i suoi tempi, i suoi odori, le sue sorprese.

È un'esperienza che unisce arte, storia e scienza, e che avvicina i bambini ai materiali naturali con curiosità e rispetto. 

Adattabile a bambini dalla scuola materna, fino a ragazzi delle superiori o insegnanti.

  

 

Dal caso all’idea creativa. La forza dell'"errore"

Uno degli aspetti più interessanti del laboratorio è il passaggio dall'esplorazione spontanea alla costruzione di un'idea.

Si parte da un materiale, da un gesto o da una combinazione inattesa. Si osserva ciò che accade, si cercano collegamenti, si formulano ipotesi e si provano nuove soluzioni. Quello che inizialmente sembrava casuale può trasformarsi in una forma significativa, in un'immagine personale o nell'inizio di un progetto.

È un processo che aiuta a sviluppare immaginazione, flessibilità e capacità di trovare soluzioni alternative.

Soprattutto, permette di superare la paura di sbagliare, uno degli ostacoli più frequenti nell'espressione creativa. Quando si sperimenta, l'errore può diventare una risorsa, un'occasione per cambiare direzione e scoprire qualcosa di nuovo.

Creare significa anche concedersi la libertà di provare, senza conoscere in anticipo il risultato.

 

 Un laboratorio pensato per la scuola

I percorsi sono rivolti a insegnanti ed educatori di ogni ordine e grado, dalla scuola dell'infanzia alla scuola secondaria di secondo grado.

L'obiettivo è offrire metodi, strumenti e materiali che possano arricchire la pratica educativa, andando oltre le attività tradizionali basate esclusivamente sul disegno.

La metodologia si fonda sulla sperimentazione diretta e propone attività progressive, ludiche e facilmente adattabili al contesto scolastico. IL FARE diventa un'occasione per osservare, formulare domande, sviluppare idee e valorizzare le diverse modalità espressive di bambini e ragazzi.

Partecipare al laboratorio significa anche sperimentare in prima persona le attività, per comprenderne le potenzialità e poterle successivamente riproporre in classe, adattandole alle esigenze del proprio gruppo.

Perché educare alla creatività non significa insegnare a tutti a realizzare la stessa cosa, ma creare le condizioni affinché ciascuno possa trovare il proprio modo di esprimersi.

Come si svolgono i laboratori?

I laboratori possono essere organizzati in base alle esigenze del gruppo e agli obiettivi formativi.

Per scolaresche, Biblioteche e per adulti, workshop per insegnanti o educatori: 

  • Incontro singolo: un'esperienza di circa 2 ore a incontro minuti per avvicinarsi al tema della creatività e sperimentare alcune tecniche.
  • Percorso articolato: moduli di 4 o 5 incontri, della durata di 2 ore minuti ciascuno, con cadenza settimanale o mensile.
  •  Stage intensivo: una giornata di lavoro, il sabato o la domenica, dedicata alla sperimentazione e all'approfondimento.

Il laboratorio può essere attivato su richiesta di un gruppo presso una delle sedi disponibili oppure direttamente presso la scuola o l'istituzione educativa interessata.

Ogni proposta diventa un'occasione per esplorare materiali, conoscere nuove strategie e riscoprire il piacere di creare insieme.

Riscoprire il piacere di creare

I laboratori di didattica del colore e della creatività nascono dal desiderio di offrire uno spazio in cui sperimentare liberamente, mettere in discussione le proprie abitudini e scoprire nuove possibilità.

Un luogo in cui il colore diventa esperienza, i materiali si trasformano in strumenti di ricerca e la creatività si rivela non tanto come un risultato da raggiungere, quanto come un processo da vivere.

Perché, a volte, per trovare un'idea nuova basta cambiare prospettiva, provare un materiale diverso e lasciarsi guidare dalla curiosità.

La creatività può nascere da un piccolo gesto. Il laboratorio è il luogo in cui quel gesto può trasformarsi in una scoperta.


Vuoi organizzare un laboratorio nella tua scuola?

Se sei un insegnante, un educatore o fai parte di un gruppo interessato alla didattica dell'arte, puoi richiedere informazioni sui percorsi di formazione e sulle attività dedicate al colore e alla creatività.

🌐 Sito web: www.lapiumablu.it

✉️ E-mail: rossella.giaon@gmail.com

I laboratori sono progettati per essere esperienze concrete, coinvolgenti e trasferibili nella pratica educativa quotidiana.

 Gallery:

                           ACQUERELLO E CREATIVITA' 

*PER TUTTI: anche per bambini delle scuole materne ed elementari!

 Vi accompagno attraverso tecniche semplici e materiali di qualità, a scoprire dove vi porta l'acquerello.

 

ACQUERELLO PARTENDO DALL'ASCOLTO DI NARRAZIONI 

E DALLA VISIONE DI ALBI ILLUSTRATI 

 

"Il libro illustrato è la prima galleria d'arte per il bambino" Květa Pakovská

 
 

Dentro il laboratorio

-----> FORME E COLORI, LIBRI D'ARTISTA  

PEZZETTI DI DRAGO
E STORIE INCANTANTE DALL'ESTREMO ORIENTE

 

Illustrazione di Rossella Giaon  
 
 

 LABORATORI DIDATTICA DEL COLORE: GIOCHI DI CARTA E COLORI

 
 
** Percorso da 2 incontri a 4 incontri di 2 ore, fino al possibile allestimento di una mostra didattica di opere fatte dai bambini-ragazzi  
 

CORSO PER INSEGNANTI: LA CREATIVITA' SI IMPARA

 
Giovani imprenditori creativi che si incontrano in ufficio - Foto stock royalty-free di Corso di formazione 
 
 
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  • #DidatticaCreativa #InsegnantiScuola #PedagogiaDelColore  #SperimentazioneArtistica #LibertàEspressiva #CreativitàAScuola 

    #ArteEMateria #EducareAllaCreatività #LinguaggiEspressivi #EducazioneVisiva 



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    IL MAGO DELLE BOLLE. Mamau, Pastroccio di Bolle, un grande CUORE, una vita con e per i bambini!

     Maurizio Aguiari, in Arte Mamau o Pastrocciodibolle


    Mamau, Fantastico clown, educatore, Mago delle bolle 
     

     "Il mago delle bolle", spettacolo di micromagia ed animazione con bolle giganti, con Rosetta Paperetta e Pastroccio di Bolle, al Castello di Conegliano (TV)

     
     

    MERAVIGLIOSO, SCHERZOSO VIDEO PROMO! 

     
     
     
    La gioia contagiosa di Mamau 

     
    Bolle alla scuola materna di Conegliano (TV). Prove tecniche di tenuta del liquido! 


     
    Magia di bolle nella bolla. tanti anni di studio e pratica della tecnica 

     
    Il nostro biglietto da visita 
     

     
    Vittorio Veneto, bolle portate dal vento e bambini impazziti di felicità in riva al lago... 
     
    Reel Spettacolo Di Bolle in teatro 

    https://www.facebook.com/reel/342516522184732
     

    BOLLE NELLA NEVE 

     

    lunedì 20 luglio 2026

    ADHD e Neurodivergenza: Tra Superpoteri, Donne e Lavoro

     

    ADHD, Neurodivergenza e "Superpoteri": la Complessità Oltre il Mito

    Iperfocus, creatività straripante, pensiero fuori dagli schemi: negli ultimi anni si parla sempre più spesso dell’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) come di un vero e proprio "superpotere".

     



    Questa narrazione ha avuto l'indubbio merito di sfidare lo stigma sociale e valorizzare i punti di forza della neurodivergenza. Tuttavia, rischia di semplificare eccessivamente una realtà fatta anche di fatica quotidiana, regolazione emotiva complessa e disfunzioni esecutive. Una fatica che non riguarda solo l'infanzia, ma accompagnando gli individui per tutta la vita.

    Fare chiarezza sull'ADHD significa restituire complessità a una condizione che attraversa età, contesti e generi in modi profondamente differenti.

    ADHD al Femminile: Il Peso del Mascheramento (Masking)

    Per decenni i criteri diagnostici dell'ADHD sono stati formulati basandosi quasi esclusivamente sui comportamenti dei bambini maschi (iperattività motoria, impulsività visibile, dirompenza). Nelle donne e nelle ragazze, l'ADHD si manifesta spesso in modo molto diverso, prediligendo la componente inattentiva e internalizzata.

    Nelle donne l'ADHD tende a presentarsi con:

    • Iperattività mentale anziché motoria: un flusso incessante di pensieri, rimuginio ed esaurimento cognitivo.

    • Sintomi internalizzati: disorganizzazione, dimenticanze, vagabondaggio mentale e tendenza a sentirsi sopraffatte.

    • Perfezionismo compensatorio e Masking: uno sforzo immane per conformarsi alle aspettative sociali, nascondendo le proprie difficoltà dietro un'apparente "organizzazione perfetta" che conduce spesso a severo burnout.

    Di conseguenza, tantissime donne arrivano a una corretta diagnosi solo in età adulta, spesso dopo anni di diagnosi errate o parziali come ansia generalizzata, depressione o disturbi dell'umore. Riconoscere l'ADHD femminile significa liberare molte donne da un senso di colpa cronico, fornendo finalmente la giusta chiave di lettura della propria vita.

    Vedere Troppo, Troppo Presto: Percezione Acuta e il Prezzo dell'Essere "Scomodi"

    C'è una forma di intelligenza che raramente viene riconosciuta come tale: la capacità di notare ciò che non funziona. Una falla in un processo, un'incoerenza tra le dichiarazioni e le azioni di un'organizzazione, o una dinamica relazionale tossica.

    Chi ha un funzionamento ADHD possiede spesso questo tipo di sguardo: laterale, veloce e intuitivo, capace di cogliere pattern e connettere informazioni distanti prima che gli altri abbiano iniziato a raggrupparle.

    Nella letteratura neuroscientifica e organizzativa si evidenziano spesso:

    1. Pensiero divergente: abilità nel trovare soluzioni non convenzionali a problemi complessi.

    2. Elevata percezione dei pattern: rapidità nel decodificare ambienti e processi.

    3. Bassa tolleranza all'incoerenza: una spinta naturale verso la trasparenza e l'efficienza.

    Se in ambiti flessibili (ricerca, progettazione, creatività, imprenditoria) questi tratti rappresentano un valore inestimabile, nei contesti rigidi o fortemente gerarchici possono trasformarsi in motivo di scontro.

    Perché "Vedere Troppo" Può Costare Caro sul Lavoro

    Le organizzazioni e le istituzioni tendono per natura a proteggere la propria stabilità, anche quando questa si regge su equilibri fittizi o disfunzionali. Chi con naturalezza fa notare un'incongruenza ("Perché continuiamo a usare questo metodo se è inefficiente?") rischia di essere percepito non come un valore aggiunto, ma come una minaccia per l'ordine costituito.

    Nei contesti di lavoro tossici, il mobbing o l'isolamento funzionano talvolta come meccanismi di "normalizzazione": delegittimare o emarginare chi mostra uno sguardo diverso fino a portarlo all'esaustione.

    Il rischio di una lettura troppo semplice

    Va detto con onestà: non tutti i conflitti lavorativi nascono dall'invidia per la lucidità altrui. L'ADHD comporta anche uno stile comunicativo diretto, una spinta all'impulsività e una bassa tolleranza alla lentezza dei tempi altrui. Riconoscere questa complessità aiuta a distinguere le dinamiche persecutorie dai casi in cui occorre semplicemente affinare la modalità con cui si veicolano le proprie intuizioni.

    Cosa Fare nei Contesti Difficili

    Se ti trovi a gestire un ambiente di lavoro rigido o penalizzante per il tuo funzionamento:

    • Documenta i fatti: Mantieni una traccia scritta e oggettiva di consegne, feedback ed episodi rilevanti.

    • Crea una rete: Cerca alleati professionali e di supporto (professionisti, colleghi, figure di tutela) ed evita l'isolamento.

    • Separa il tuo valore dal contesto: La svalutazione da parte di un sistema rigido descrive i limiti del sistema, non la bontà delle tue capacità.

    • Scegli ambienti coerenti: Esistono contesti orizzontali, innovativi e neuroaffermativi dove la prontezza di pensiero e la trasparenza sono considerate competenze chiave.

    Chi nota ciò che gli altri non vedono non è "troppo": è una risorsa rara. La differenza tra il vivere questa qualità come un peso o come un valore risiede nel contesto in cui la si esercita.

    💡 In Sintesi: ADHD e Funzionamento Neurodivergente

    DimensioniIl Mito / La SemplificazioneLa Realtà Del Funzionamento
    "Superpoteri"L'ADHD è solo un dono di creatività e iperfocus straordinario.È una neurodivergenza reale che alterna tratti di grande intuito a significative fatiche esecutive ed emotive.
    ADHD nelle DonneRiguarda principalmente bambini maschi iperattivi e dirompenti.Nelle donne si manifesta spesso in modo inattentivo e internalizzato, mascherato da perfezionismo e diagnosticato in età adulta.
    Ambiente di LavoroIl pensiero divergente viene sempre apprezzato dalle aziende.Nei contesti rigidi, l'intuizione e la trasparenza possono generare attrito o tentativi di emarginazione.
    Gestione PraticaBisogna sforzarsi di adattarsi a qualsiasi contesto.È fondamentale tutelarsi, sviluppare strategie comunicative e cercare contesti lavorativi neuroaffermativi.

    Articolo a cura di Rossella Giaon

    Riferimenti Bibliografici e Approfondimenti

    ADHD, pensiero divergente e pattern recognition:

    • Malloy-Diniz et al., Studi su ADHD e problem-solving creativo legato al pensiero divergente.

    • Happiful, "Exploring 'enhanced pattern recognition' and its link to ADHD", con il contributo del Dr. Tony Lloyd (ADHD Foundation).

    • CADDAC, "ADHD in the Workplace: Creating a Neurodiverse Environment".

    • Scientific Reports (Nature, 2025), "A survey of knowledge and perceptions of ADHD and autism spectrum disorder in the workplace at a large corporation".

    Mobbing e dinamica del capro espiatorio:

    • Giorgi G., Majer V., Mobbing — modelli esplicativi organizzativi.

    • State of Mind, "Mobbing: cause, schemi di ruolo e personaggi coinvolti".

    • Angolo della Psicologia, "Cercasi colpevole: la teoria del capro espiatorio nella psicologia sociale" (Richardson F.C. & Manglos N.D., 2013; Rothschild Z. et al., 2012).

    • Manageritalia, "5 ambienti di lavoro dove non ci si assume la propria responsabilità".



    mercoledì 11 febbraio 2026

    BAMBINI E BURATTINI: ESPRESSIONE DI SE'

     Ho scoperto l'importanza dei burattini nel rapporto con i bambini tramite un workshop molti anni fa, ma la scoperta più grande è stata quando mio figlio raccontava storie e metteva in scena fatti accaduti ricopiando esattamente lo stile, le modalità che aveva sentito in alcune situazioni. Ma soprattutto ho scoperto l'importanza di burattini e pupazzi perchè..fanno parlare anche me! Il burattino è uno strumento vivo, ha voce propria, racconta quello che non riusciremo ad esprimere senza il suo prezioso aiuto.

    Lavorare con i burattini per bambini ha l’obiettivo di aiutarli a raccontare sé stessi e le proprie emozioni.


     

    Il burattino è uno strumento educativo molto potente per aiutare i bambini ad esprimersi, soprattutto a livello emotivo e comunicativo.

    Ecco come e perché funziona:

    🎭 1. Il burattino come “voce protetta”

    Quando un bambino parla attraverso il burattino:

    • Non si espone direttamente.

    • Si sente meno giudicato.

    • Può dire cose che farebbe fatica a dire in prima persona.

    Il burattino diventa una maschera sicura, una protezione che permette al bambino di raccontare emozioni, paure, desideri e conflitti.


    🗣️ 2. Favorisce l’espressione verbale

    Attraverso la voce del burattino il bambino:

    • Sperimenta nuovi vocaboli.

    • Costruisce frasi e dialoghi.

    • Impara a raccontare storie.

    • Allena l’intonazione e la modulazione della voce.

    Spesso bambini timidi o con difficoltà linguistiche parlano più facilmente “facendo parlare” il burattino.


    ❤️ 3. Aiuta a esprimere le emozioni

    Il burattino può:

    • Essere arrabbiato al posto del bambino.

    • Avere paura.

    • Essere geloso.

    • Essere triste o felice.

    Il bambino proietta nel burattino ciò che sente, ma senza sentirsi direttamente coinvolto. Questo facilita la consapevolezza emotiva.


    👥 4. Favorisce la relazione

    Nel lavoro di gruppo:

    • I bambini dialogano tra burattini.

    • Si mettono nei panni degli altri.

    • Imparano l’ascolto e il turno di parola.

    • Sperimentano il conflitto e la soluzione.

    Il burattino diventa un mediatore relazionale.


    🧠 5. Stimola fantasia e creatività

    Inventare una storia per il burattino:

    • Sviluppa immaginazione.

    • Rafforza il pensiero narrativo.

    • Aiuta a rielaborare esperienze vissute.

    Spesso nelle storie emergono elementi della vita reale del bambino.


    Il burattino:

    • Protegge

    • Media

    • Stimola

    • Libera la parola

    È uno strumento prezioso sia in ambito educativo che terapeutico, perché permette al bambino di raccontarsi attraverso un altro, ma in realtà sta parlando di sé.

     


    🎭 Il Teatro dei Burattini: uno strumento per raccontare sé stessi

    Il teatro dei burattini è un’attività educativa ideale per i bambini perché permette loro di esprimere pensieri, emozioni e aspetti della propria personalità in modo ludico e creativo. I burattini diventano delle estensioni dei bambini: attraverso di essi, i piccoli possono dare voce a sentimenti e storie personali con naturalezza, senza sentirsi giudicati.

    I burattini facilitano la comunicazione del mondo interiore, poiché fungono da mediatori tra i bambini e le emozioni che spesso non sanno ancora spiegare a parole. Essi aiutano a esternare stati d’animo, desideri e vissuti, favorendo così una maggiore consapevolezza di sé e degli altri. (zeroseiplanet.it)

    Con i burattini si possono costruire storie inventate o legate alle esperienze dei bambini, stimolando l’immaginazione, l’empatia e la cooperazione con i compagni. Questo tipo di attività non serve solo a divertire: supporta lo sviluppo del linguaggio, della creatività e delle competenze sociali, rendendo il racconto di sé un’esperienza positiva e condivisa. (Centro Gioco Educativo)

    Inoltre, i burattini possono servire anche per esplorare le emozioni in modo concreto: per esempio si possono usare marionette che rappresentano emozioni diverse per aiutare i bambini a riconoscerle, nominarle e parlarne. 


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     L'IMPORTANZA DELL'EDUCARE CON IL TEATRO A SCUOLA

    Il teatro a scuola rappresenta uno strumento educativo di grande valore, capace di contribuire in modo significativo alla crescita personale, culturale e sociale degli studenti. Non si tratta soltanto di un’attività ricreativa, ma di un vero e proprio percorso formativo che coinvolge mente, corpo ed emozioni.

    Attraverso il teatro, gli studenti imparano a esprimersi in modo più consapevole ed efficace. La recitazione aiuta a migliorare le capacità comunicative, arricchisce il linguaggio e rafforza la sicurezza in sé stessi. Parlare davanti a un pubblico, interpretare un personaggio o lavorare su un testo sviluppa competenze fondamentali come la dizione, l’ascolto attivo e la gestione delle emozioni.

    Il teatro favorisce inoltre la collaborazione e il rispetto reciproco. Mettere in scena uno spettacolo richiede lavoro di squadra, organizzazione e senso di responsabilità. Ogni partecipante, dal protagonista a chi si occupa della scenografia o delle musiche, contribuisce alla riuscita del progetto comune. Questo insegna l’importanza della cooperazione e valorizza il ruolo di ciascuno all’interno del gruppo.

    Dal punto di vista educativo, il teatro permette di approfondire argomenti scolastici in modo coinvolgente e creativo. Attraverso la rappresentazione di testi letterari, eventi storici o tematiche sociali, gli studenti possono comprendere meglio i contenuti studiati, sviluppando al tempo stesso spirito critico ed empatia.

    Infine, il teatro è uno spazio inclusivo, in cui ogni studente può trovare il proprio modo di partecipare ed esprimersi. Aiuta a superare timidezze, a valorizzare talenti nascosti e a creare un clima di classe più unito e sereno.

    In conclusione, il teatro a scuola non è soltanto un’attività artistica, ma un’esperienza educativa completa, capace di formare studenti più consapevoli, sicuri e collaborativi, pronti ad affrontare con maggiore fiducia le sfide del futuro.

    giovedì 20 ottobre 2022

     LA DISCIPLINA DOLCE



    Avete forse sentito parlare di disciplina dolce....

    Cos'è?

    Elena Cortinovis, pedagogista e autrice del libro "La guida definitiva sulla Disciplina dolce. Amarli incondizionatamente", ci fa conoscere la Disciplina dolce.

    La Disciplina dolce è un approccio educativo empatico e rispettoso del bambino, che viene visto come portatore di bisogni. «Si basa sull'ascolto profondo del bambino - esordisce l'esperta - e sull'accoglienza delle sue emozioni e delle sue istanze. Così si impara davvero a conoscere il proprio figlio. Noi genitori spesso siamo convinti di conoscerlo a priori e invece non è così». La prima cosa da fare dunque è provare a capirlo come persona qual è, per non limitarsi a rispondere ad esigenze immediate (come ad esempio farlo smettere di gridare) ma per guardare al futuro e crescerlo autonomo, sicuro di sé e rispettato (e di conseguenza rispettoso): «Chiedetevi "Perché si comporta così? E come posso aiutarlo?". Questo metodo apre la comunicazione con il bambino, attraverso la pratica dell'alto contatto, della Comunicazione Non Violenta e della legittimazione delle emozioni proprie ed altrui».

    Un link ad alcuni articoli:

    https://elenacortinovis.com/la-disciplina-dolce-in-10-punti

    Un articolo di Antonella Sagone, psicologa e IBLC, esperta in sostegno all'allattamento.

    https://antonellasagone.it/2021/03/06/disciplina-dolce-non-e-dire-sempre-di-si/

     Pubblicazioni di A. Sagone:

    https://antonellasagone.it/libri-e-pubblicazioni/

     

    Bibliografia ulteriore:

    Besame Mucho di Carlos Gonzales 

    Bésame mucho si basa sul concetto che i bambini sono essenzialmente buoni, che le loro necessità affettive sono importanti e che noi genitori dobbiamo dare loro affetto, rispetto e attenzione. 

    Carlos Gonzàlez ha il grande merito di mettersi esplicitamente e dichiaratamente dalla parte del bambino, anzi di mettersi nei suoi panni nelle varie situazioni, per difenderlo da quei preconcetti e modelli precostituiti che troppo spesso ispirano i libri di puericultura costituendone il punto di partenza e l'ispirazione generale. Una sorta di tacito assunto a priori che influenza i lettori-genitori, i quali finiscono col credere più alle parole dell'esperto di turno che al loro sentire più intimo e istintivo.

    C'è una bella differenza a partire dall'idea che il bambino sia sostanzialmente "buono" e l'idea che invece sia un furbetto manipolatore pronto ad imbrogliarci, ad approfittare della situazione, a fare i "comodi suoi" (molti educatori professionisti e genitori nemmeno sono consapevoli di questa duplice tendenza solitamente inespressa).

    C'è una bella differenza a trattarlo con affetto e rispetto praticando l'ascolto nei suoi confronti o investirlo con i nostri schemi e le nostre categorie mentali, fino a renderlo falso e ammutolirlo.

     

    Carlos Gonzales è nato a Zaragoza nel 1960. Laureato in medicina a Barcellona, è stato pediatra in un ospedale della stessa città, dopodiché ha fondato l’Associazione Catalana per l’Allattamento Materno. Da sempre, quindi, si interessa, dal punto di vista medico e umano, alle questioni più delicate legate alla maternità e alla crescita dei figli, ed è divenuto una voce autorevole in questo ambiente.

    Allattamento, svezzamento ed educazione stanno al centro dei suoi studi: E la filosofia che sta al centro di tutto è molto semplice: per Carlos Gonzales i preconcetti suoi bambini vanno spazzati via per tornare a metterlo al centro del discorso come figura sociale. Non un adulto in piccolo da manipolare secondo le nostre conoscenze, è chiaro, ma un essere umano fatto e finito con i suoi ritmi, le sue esigenze e i suoi bisogno naturali, che sono in relazione con la sua specifica età e che non devono per forza essere visti in prospettiva del futuro, velocizzando le cose o impostando in vista di qualcosa di più.

     

    Amarli senza se e senza ma: Dalla logica dei premi e delle punizioni a quella dell’amore e della ragione di Alfie Kohn

    Un libro per diventare a tutti gli effetti genitori senza se e senza ma, poiché uno dei bisogni fondamentali del bambino è proprio essere amato in maniera incondizionata ed essere accettato anche quando combina guai o fallisce: in sintesi, essere amato per quello che è e non per quello che fa.Una delle difficoltà maggiori è la tentazione di domare l'atteggiamento di opposizione dei figli alle nostre richieste, rischiando di trasformarli in burattini addomesticati o, al contrario, di provocare danni approvando tutto ciò che dicono e fanno. Allora, come farsi obbedire dai propri figli? Sistemi educativi quali punizioni, castighi, premi e altre forme di controllo inducono i nostri figli a credere di essere amati solo se ci compiacciono o ci colpiscono in modo favorevole. Nel suo libro Alfie Kohn si allontana dai messaggi veicolati da certi metodi convenzionali e ribalta la prospettiva, chiedendosi quali siano i bisogni dei nostri figli e come possiamo soddisfarli. L'autore suggerisce una serie di idee per allontanarsi da metodi abituali che prevedono l'imposizione di qualcosa ai bambini, per approcciarsi a modalità che portino invece alla collaborazione con loro.

     Alfie Kohn si occupa di rendere la ricerca sul comportamento umano, e in particolare gli studi sulle conseguenze dei metodi educativi, accessibile ad un pubblico generale. Il Time Magazine lo ha definito "il più schietto critico dell’educazione basata sui punteggi dei test." Le sue critiche hanno contribuito a formare il pensiero di educatori, genitori e dirigenti negli Stati Uniti e all'estero.