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mercoledì 20 settembre 2017

LIBRI, BAMBINI E LETTURA

LIBRI, BAMBINI E LETTURA


"Io credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo."
(Gianni Rodari)


Per fare un prato occorrono un trifoglio ed un’ ape,
Un trifoglio ed un’ape
E il sogno.
Il sogno può bastare
Se le api sono poche
.

Emily Dickinson

 La Fiaba
"Ogni fiaba è uno specchio magico che riflette alcuni aspetti del nostro mondo interiore, e i passi necessari per la nostra evoluzione dall'immaturità alla maturità" Bruno Bettelheim

Lettura come…dono
Come il verbo amare non sopporta l’imperativa (Daniel Pennac)
Leggere per la promozione del "piacere di leggere” e per il "gusto" la letteratura è una proposta che non va confusa con le attività didattiche (G.Lombardo Radice).

Come i bambini imparano a parlare



Come i bambini imparano a parlare

Ecco un nuovo interessante aspetto sull’apprendimento del linguaggio, svelato dall'Institute for Learning and Brain Sciences dell’Università di Washington: il cervello impara a parlare molto prima che il bambino articoli il primo suono.

Secondo lo studio pubblicato sulla rivista Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America), infatti, il cervello umano reagisce già dai primi mesi di vita agli stimoli uditivi legati al linguaggio, attivando le aree legate all’apprendimento e all’articolazione dei suoni.

L’analisi dei dati rivela – come spiega la coordinatrice della ricerca Patricia Kuhl – che l’attività cerebrale viene stimolata dall’ascolto di sillabe della lingua madre o di lingue straniere molto prima che il bambino impari a parlare.

La ricerca, condotta su un campione di quasi 60 bambini di età compresa tra i 7 mesi e un anno, ha evidenziato anche come inizialmente questa reazione sia innescata dall’ascolto di qualsiasi lingua, mentre sia solo a partire dagli 11 mesi, nella maggior parte dei casi, la lingua madre inizia ad attivare le aree cerebrali interessate, ossia l’Area di Broca e il cervelletto.

Il coinvolgimento di queste aree è stato riscontrato grazie all’utilizzo della magnetoencefalografia, tecnica che consente di monitorare l’attività del cervello in maniera non invasiva.
Gli stimoli uditivi provenienti dall’esposizione alla parola, quindi, hanno un’implicazione primaria nell’apprendimento del linguaggio, che incomincia già in età precoce, quando ancora il neonato non è in grado di fornire una risposta adeguata.

La stimolazione delle aree che governano gli organi in grado di articolare i suoni, infatti, ha l’effetto di allenare il bambino a parlare. Per questo motivo, la ricerca ha importanti implicazioni nel definire quale sia l’effettiva importanza del rivolgere al neonato la parola: parlare e leggere storie, come spiegano i ricercatori, ha l’effetto di velocizzare e potenziare il processo di apprendimento del bambino, facilitandone il buon esito.

Molto importante per aiutare il bambino a imparare fin da subito la corretta articolazione dei suoni, inoltre, è scandire con precisione le sillabe: questo semplice accorgimento potrebbe essere utile, infatti, a indirizzare più facilmente le attività cerebrali all’apprendimento dei movimenti corretti per la produzione dei suoni articolati, caratteristici del linguaggio.



Riferimenti: